L'aumento della percentuale della popolazione anziana rispetto a quella giovane è una realtà che va affrontata in tempi brevi poiché da vita a numerosi problemi, come quello dell'assistenza, della cura, della sorveglianza, della sicurezza, ecc…
Sempre più frequentemente le persone bisognose vengono strappate dal loro ambiente domestico e abbandonate in una struttura di accoglienza, solitamente privata e molto costosa, oppure abbandonate a se stesse.
Chi ha le possibilità economiche, decide generalmente di affiancare alla persona bisognosa un assistente; ma chi non le ha?
L'idea di una residenza sanitaria assistita (rsa) scaturisce dall'obiettivo di creare un ambiente nel quale la persona con difficoltà motorie o cognitive può raggiungere il benessere psico-fisico e avere garantita nel tempo la qualità della vita.
La rsa si basa su una dotazione impiantistica in grado di assicurare il massimo comfort per l'assistito ma anche per il personale di assistenza che deve essere agevolato nel proprio lavoro senza risultare “invasivo” e limitante per l'ospite.
Tutto questo si riflette su un concetto di impiantistica ad alta funzionalità, in grado di adattarsi sia alle molteplici esigenze degli ospiti sia a quelle degli operatori assistenziali, senza alterare la topologia dell'impianto ma semplicemente attivando le funzioni richieste.
In merito all'impianto elettrico, l'adozione di sistemi ad alta automazione porta, a pari funzioni richieste, a un cablaggio relativamente più semplice rispetto a uno tradizionale e mette a disposizione un gran numero di funzioni direttamente implementabili, a seconda delle esigenze, senza dover modificare il cablaggio stesso. L'alloggio assistito deve quindi mantenere l'aspetto di un appartamento ma, al tempo stesso, deve essere dotato di tecnologie di comunicazione che permettano di mantenere un collegamento “discreto” con il punto presidiato (spesso denominato portineria sociale), che può essere all'interno dello stabile stesso in cui sono collocati gli alloggi oppure nelle vicinanze (in genere a non più di un chilometro).
Risulta quindi evidente che, per l'efficacia di un intervento, i sistemi di telesoccorso e di comunicazione in genere (monitoraggio acustico ambientale, videocontrollo...) ricoprono un ruolo primario.